L’ordine di Santiago:
vamos al Palacio Lombardia
Sono tornato da Santiago.
Il 18 agosto scorso, alla fine dei 5 giorni del Cammino Inglese, ho varcato la porta della Cattedrale, sono salito sull’altare per abbracciarlo e poi sceso nella cripta per ascoltarlo.
14 anni fa mi aveva dato un ordine ben preciso: “Dal prossimo anno camminerai nella tua terra. Non diventerai uno di quei noiosi che accumulano cammini di Santiago come se fossero pacchi di pasta nella dispensa. Batterai il piede sulla terra dei tuoi avi, là dove vivi”. Detto, fatto.
Questa volta il suo discorso è stato ancora più perentorio:
“Bravo, ti dico bravo! Hai fatto quel che ti avevo chiesto. Hai dimostrato una perseveranza che ti fa onore e hai scritto un bel diario. Hai capito quel che desidero: fiducia e pace! Non ne posso più di guerre, non mi piacciono quelli che si armano, mi piacciono quelli che palpitano e che operano la rivoluzione sentimentale.
Ora non ti fermare. Non restare nascosto, le tue riflessioni devono orientare l’intera Regione al massimo livello. Non sarai solo. Convoca in primis i pellegrini, i viandanti, i camminatori. E poi tutti gli altri che non si rassegnano al declino.
È giunta l’ora: vamos al Palacio Lombardía.
Tornate a trovarmi solo a missione compiuta”.
Si può disobbedire a Santiago? No che non si può. Per questo annuncio ufficialmente, con ampio anticipo, che alle prossime elezioni regionali, previste per la primavera 2028, ci sarà la presenza di
Cuore di Lombardia
Sarà un movimiento aperto a tutti perché tutti coloro che vivono in Lombardia, da qualsiasi parte arrivino, sono lombardi (non lumbard). Al momento non c’è niente di predeterminato e sento più vere che mai le parole di Antonio Machado: Caminante, no hay camino, se hace camino al andar (Viandante, non c’è cammino, il cammino si fa andando).
Apro sul sito un’apposita sezione. Chi è interessato a quest’impegno più direttamente politico inizi a segnalarlo.
7 dicembre 2025, festa di Sant’Ambrogio
